Decreto anti-rave? Da cambiare
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Decreto anti-rave? Da cambiare

Così com'è mette fuorilegge anche i lavoratori che protestano per un problema aziendale

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Pubblicato il 3 Novembre 2022

Come tutta la stampa italiana anche il Giornale di Brescia dedica questa mattina ampio spazio alle reazioni politiche e sociali sul decreto anti-rave, vale a dire le nuove norme “in materia di occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali”, primo atto del Governo Meloni che sta suscitando forti critiche e preoccupazioni.

Sono due le questioni evidenziate dai giuristi: la prima è l’eccessiva genericità della norma che consentirebbe una sua applicazione al di fuori delle feste che nominalmente vorrebbe prendere di mira; la seconda è la possibilità di usare le intercettazioni per le indagini visto che il decreto prevede pene massime oltre i cinque anni.

Sul primo dei due problemi, la genericità, il Giornale di Brescia ha sentito i responsabili provinciali delle organizzazioni sindacali che chiedono unanimi modifiche al testo della norma.

 

La dichiarazione del segretario provinciale della Cisl

“Il decreto – ha dichiarato Alberto Pluda, segretario generale della Cisl bresciana – lascia adito a troppe restrizioni.Si pensi al caso di un infortunio sul lavoro. Normalmente in quell’azienda si blocca istantaneamente la produzione e i lavoratori si schierano nel piazzale o davanti ai cancelli in segno di protesta. In quel caso lo sciopero non è autorizzato e, secondo la norma contro i rave, sarebbe inevitabile l’intervento del Prefetto. A questo punto però creando un impatto non indifferente sulla possibilità di esprimere un legittimo disagio da parte dei lavoratori”.