Lavoro agile, vita facile?
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Lavoro agile, vita facile?

Al via un'indagine promossa da Fim Cisl, Adapt e Università Cattolica

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Pubblicato il 12 Maggio 2021

Secondo i dati Istat, a più di un anno dallo scoppio della pandemia sono oltre 500mila i lavoratori metalmeccanici che lavorano in modalità agile. Un fenomeno che porta Fim Cisl, Adapt e Università Cattolica a lanciare una grande campagna di ricerca per sondare le reali condizioni dei lavoratori metalmeccanici in smart working.

Lo studio muove dalla raccolta di un questionario online, di facile e rapida compilazione, volto a conoscere la qualità del lavoro in smart-working e il suo impatto sulla vita personale e familiare.

 

Lavoro agile, vita facile? QUI il questionario

 

Il questionario ha inoltre una funzione autovalutativa, permettendo al lavoratore di verificare subito se l’esperienza di lavoro agile è legalmente genuina o no, e di esprimersi in merito al welfare contrattuale.

Roberto Benaglia, segretario generale della Fim Cisl, auspica che il lavoro agile, superata la fase emergenziale legata al contenimento del contagio da Coronavirus, possa essere regolato dalle parti sociali, che dovranno intervenire su aspetti fondamentali quali il diritto alla disconnessione, la conciliazione vita-lavoro, la promozione della formazione professionale e la garanzia della sicurezza sul lavoro.

Secondo Emmanuele Massagli, presidente Adapt, la ricerca è anche un ottimo strumento per fotografare cosa sta succedendo nelle imprese metalmeccaniche valorizzando lo sguardo dei lavoratori e non solo delle imprese.