L’Italia è una Repubblica fondata sul “si sarebbe dovuto”, condizionale passato. Davanti ad ogni disastro – geologico, sanitario, economico – arriva puntuale la sarabanda dei “si sarebbe dovuto”.
Nei mesi in cui il Covid-19 ci ha lasciato relativamente tranquilli si sarebbe dovuto rinforzare la possibilità di tracciamento, formare il personale infermieristico e medico ad affrontare la nuova emergenza, rendere sicuri i trasporti e le scuole, pensare alla sicurezza delle attività economiche.
“Si sarebbe dovuto”. Non si è fatto. Da qui ciò che ci tocca vivere in questi giorni con la drammatica prospettiva di essere costretti a rivivere quanto ci è capitato la scorsa primavera.
“Si sarebbe dovuto” è la forma verbale che certifica l’insipienza mostrata nell’affrontare eventi ampiamente prevedibili per i quali non sono state prese, pur avendo tempo, le precauzioni dovute.
La seconda ondata della pandemia era largissimamente prevista e prevedibile.
Ed ecco che gli eroi dell’altro ieri – presto dimenticati per la frenesia delle vacanze “liberatorie”, e poi scomodissime Cassandre quando hanno cominciato a dare l’allarme per i segnali che vedevano i corsia e nei pronto soccorso – tornano a vestire la tuta, calzari, mascherina e visiera per un’altra battaglia, con meno adrenalina in corpo, con più stanchezza e meno motivazioni.
“Si sarebbe dovuto”. Appunto!
Angelo Cinelli
segretario generale Cisl Medici Brescia

Angelo Cinelli è dirigente medico dell’Istituto Maugeri di Lumezzane. L’esperienza professionale, la conoscenza diretta dei problemi della sanità e il confronto con i colleghi sono all’origine di queste pagine.