Calano gli infortuni sul lavoro in Italia. Lo dicono i dati dei primi sette mesi del 2020 resi noti dall’INAIL. Ma è un’illusione. La lettura approfondita e lacontestualizzazione della rilevazione dice ben altro.
“Se guardiamo unicamente alle tabelle dell’Istituto – spiega Paolo Reboni della Segreteria provinciale della Cisl – gli infortuni sono davvero in calo: a Brescia si è passati dagli 8.310 dello scorso anno a 7.149 denunce, vale a dire il 14 % in meno rispetto al 2019, dato in media con il calo regionale del 15% (da 71.444 a 60.899)”.
NUMERO RECORD DEI LAVORATORI IN CASSA INTEGRAZIONE
Ma a causa della pandemia, nei mesi scorsi le ore lavorate sono state il 35/40% in meno dello stesso periodo del 2019, e la cassa integrazione in Lombardia ha toccato livelli senza precedenti: sono fuori dal loro posto di lavoro circa 280.000 lombardi.
Nel Bresciano, tra gennaio e giugno sono state autorizzate 54milioni e 480mila ore di cassa integrazione, oltre il 2.000% in più rispetto allo scorso anno.
L’INDICE DI FREQUENZA RIPORTA ALLA RELATA’
“Quindi – commenta il segretario Cisl – mettendo in relazione numero degli infortuni e ore lavorate non credo proprio si possa parlare di un calo degli infortuni. Altro dato che va considerato in maniera approfondita è quello sugli infortuni mortali, fortemente aumentati perché ricomprendono i decessi causa Covid: nel nostro territorio sono stati 34 i morti sul lavoro, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, se n’erano contati 16 . Di certo gli infortuni diminuiscono in una precisa fascia d’età, quella tra i 15 e i 44 anni, ma crescono in quella immediatamente successiva, tra i 45 e i 64 anni”.