L’opportunismo dei padroni-predoni della sanità privata ha presto declassato i suoi lavoratori dalla categoria “angeli” – sbandierata durante la fase acuta dellaemergenza Covid – a quella di “spazzatura”.
I lavoratori delle cliniche private che da 14 anni non riescono ad ottenere il rinnovo del contratto e che al tavolo della trattativa hanno a che fare con associazioni di categoria che firmano una cosa e poi all’ultimo ci ripensano perché vogliono altri contributi pubblici, lo hanno ribadito nuovamente questa mattina nel corso di presidi e volantinaggi davanti alla Clinica S. Anna, Clinica Città di Brescia e al’Ospedale Fatebenefratelli in città, e all’Istituto Maugeri di Lumezzane.
Solidarietà dalla Cisl Medici Brescia
“Sono due le cose che fanno arrabbiare ogni lavoratore; la prima che il lavoro fatto venga banalizzato e disprezzato; la seconda che non venga correttamente riconosciuto”, si legge in una nota di solidarietà che il segretario di Cisl Medici, Angelo Cinelli, ha inviato alla Cisl Fp provinciale.
“E questo vale ancora di più per quelli della sanità privata: fino a tre mesi fa si sono sacrificati per il bene comune, oggi sono quelli da sacrificare nel braccio di ferro con cui il business sanitario tiene in scacco la Regione. No, non c’è rispetto né del loro lavoro né del loro sacrificio. Una vergogna.
L’iniziativa dei presidi e del volantinaggio è quanto mai opportuna: pazienti e cittadini devono sapere che non si può chiedere ai lavoratori della sanità privata di avere ulteriore pazienza. Se la situazione non si sblocca, l’autunno sarà caldissimo, sia dal punto di vista sanitario che contrattuale”.