Le pagine bresciane del Corriere della Sera dedicano oggi un ampio articolo alla questione dei lavoratori stagionali provenienti dalla Romania. Costituiscono il grosso del contingente necessario alla vendemmia in Franciacorta, ma non sarebbero immediatamente disponibili a causa della quarantena che devono osservare prima di poter essere impiegati in Italia. Il loro Paese registra infatti il picco di contagi da Coronavirus ed è il primo in Europa per numero di decessi ogni mille abitanti.
Confagricoltura e Coldiretti da giorni sono in pressing sul Governo per ridurre i tempi di quarantena offrendo a garanzia il protocollo anti Covid di Regione Lombardia. La cautela del Ministero della Salute è però più che comprensibile.
REBONI (CISL): CI SONO 8.000 BRESCIANI
CHE POTREBBERO ESSERE COINVOLTI SUBITO
“Ci vuole un piano B, non possiamo rimanere seduti. L’alternativa — scrive il Corriere riportando le parole di Paolo Reboni, segretario generale aggiunto della Cisl bresciana — è attivare subito i circa ottomila bresciani che ricevono il Reddito di Cittadinanza» (su 17 mila totali) che hanno la possibilità di lavorare. La legge 77, all’articolo 94, consente infatti a queste persone di mantenere l’indennità (il Reddito di Cittadinanza) cumulando anche ciò che guadagnano facendo questo tipo di lavori“. La deroga per i lavori stagionali vale per 60 giorni e per un massimo di duemila euro.
Cisl Brescia – continua il Corriere – chiede che si attivino tutti gli attori di questa partita: bisogna collaborare mettendo insieme le cantine, le agenzie che reclutano personale e soprattutto i Centri per l’impiego che dipendono dalla Provincia e alla quale tocca il primo passo.