
I 16.500 metalmeccanici in cassa integrazione in Lombardia – afferma il segretario regionale della Fim Cisl Lombardia Andrea Donegà (nella foto) – rischiano di moltiplicarsi . Le preoccupazioni aumentano per via del conclamato rallentamento della Germania e dell’automotive, sbocchi principali delle imprese lombarde, per la guerra dei dazi che fa scaricare in Europa i prodotti cinesi che faticano a entrare negli Stati Uniti, e per l’effetto domino sull’industria regionale a seguito della vertenza ex Ilva”.
“Il dramma prende forma per il lassismo della politica – denuncia il sindacalista – che sembra assistere, confusa e impreparata, al riaffacciarsi della crisi, salvo poi trasformarla in dibattito elettorale. Senza industria, l’Italia non ha futuro e qualsiasi intervento politico annunciato, su welfare e fisco, è buono solo per la propaganda. Servono interventi decisi e strutturali altrimenti la locomotiva lombarda rischia di deragliare fermando il Paese”.