
“Lo abbiamo fatto molto volentieri – spiega Giovanni Punzi, presidente dell’Associazione di promozione sociale – perché siamo convinti che il volontariato, aprendosi ai cittadini immigrati, valorizza il loro apporto, rafforza la coesione sociale, aiuta a far comprendere i legami e la necessaria partecipazione attiva alla realtà territoriale in cui viviamo”.
QUESTIONARI E INTERVISTE
ANOLF ha collaborato sia nella fase di compilazione on line dei questionari da parte degli immigrati volontari che si sono resi e si rendono disponibili per la migliore operatività dell’associazione, sia nella individuazione di due di essi per un’intervista approfondita in cui hanno parlato delle loro esperienze e della motivazione che li spinge ad essere volontari nell’associazione.
Complessivamente i ricercatori hanno potuto lavorare su 658 questionari e più di 100 interviste approfondite realizzate in 163 città italiane coinvolgendo giovani migranti provenienti da 80 diversi paesi.
UN ALTRO MODO DI GUARDARE ALL’IMMIGRAZIONE
“Alla parola immigrazione – osserva il presidente dell’ANOLF bresciano – si associano ormai quasi automaticamente le strumentalizzazioni della polemica politica, senza sapere che tanti immigrati sono anche volontari e offrono il loro contributo di solidarietà alla comunità per le persone bisognose. Questa indagine di CSVnet mette in luce una realtà di giovani immigrati pienamente inseriti nella società, istruiti, che credono fortemente in ciò che fanno”.
I RISULTATI DELL’INDAGINE

Il 42 per cento possiede la cittadinanza italiana, 6 su 10 lavorano e 8 su 10 hanno un livello di istruzione medio alto; il 41 per cento possiede una laurea mentre i diplomati si attestano al 36 per cento.
Il 55 per cento dei volontari di origine straniera s’impegna in modo continuativo con una media di circa 6 anni di attivismo.
L’impegno sociale dei cittadini immigrati si concentra soprattutto in quattro settori: attività culturali (176 risposte) come la promozione del patrimonio, organizzazione di mostre e visite guidate; progetti educativi con bambini e ragazzi (173 casi), ad esempio nel doposcuola o per il sostegno scolastico; iniziative ricreative e di socializzazione (165 risposte) come feste, eventi, sagre; servizi di assistenza sociale negli sportelli di accoglienza e ascolto, mensa sociale, distribuzione di vestiario o di pacchi alimentari.