
LONGHI: PREOCCUPAZIONE PER I LIVELLI OCCUPAZIONALI
“Una scelta priva di logiche commerciali – dichiara Marco Longhi della segreteria First Cisl di Brescia – basata esclusivamente su di un fattore meramente economico, peraltro tutto da dimostrare, che mette a rischio la tenuta dei livelli occupazionali. Nella provincia di Brescia, il Gruppo Ubi occupa circa 2.400 lavoratori che hanno il diritto di conoscere cosa succederà in futuro del loro posto di lavoro”
CASSELLA: I PERCORSI VANNO CONDIVISI NON IMPOSTI
“Come First Cisl riteniamo che la tanto declamata responsabilità di impresa debba diventare una priorità, – sottolinea Giuseppe Cassella, responsabile dell’Area nord est del Gruppo UBI – una realtà consolidata da perseguire attraverso la condivisione di un percorso da sviluppare sui tavoli della contrattazione”.
DI NOIA: AZIONE AZIENDALE CONTRO LA NOSTRA PIATTAFORMA CONTRATTUALE
“La decisione unilaterale di UBI è un vero e proprio attacco all’area contrattuale – conclude Andrea Di Noia, segretario generale First Cisl Brescia – che nella piattaforma di rinnovo del contratto collettivo di lavoro abbiamo difeso e rafforzato. Un attacco ingiustificato alla salvaguardia del lavoro e dei lavoratori che evidenzia ancora una volta come in un momento complesso e difficile come quello attuale, la difesa della tenuta occupazionale assuma un ruolo di fondamentale importanza”.
In contemporanea alla protesta di Brescia, manifestazioni analoghe avverranno a Bergamo, Bari, Cuneo, Chieti, Pesaro, Jesi e Milano, ovvero i territori coinvolti nell’operazione deliberata lo scorso 26 luglio dai vertici della banca.