
TRA PROMESSE E FATICOSE TRATTATIVE
Facendo un parallelo tra la protesta di sabato 8 giugno e le vicende di Cisl medici, il segretario generale ricorda che anche “il contratto 2016/2018 per l’area della sanità è ancora in balia tra promesse e faticose trattative: una vera e propria tela di Penelope. Le organizzazioni sindacali reclamano poi il superamento del precariato, maggiori risorse organizzative, strumentali e di personale, sicurezza sul lavoro, riconoscimento della fattispecie usurante della professione, così come misure volte al benessere organizzativo e lavorativo, finanziamento certo e stabile del Fondo
Sanitario Nazionale, per garantire davvero i livelli essenziali di assistenza, il superamento delle fallimentari politiche di rientro delle regioni in disavanzo: come si fa a non concordare?”.
NON CI PUÒ ESSERE UNA SANITÀ DI SERIE A E UNA DI SERE B
“Non tollereremo più le promesse della politica, non accetteremo mai che in Italia ci siano sanità diverse e quindi cittadini di serie A e di serie B: difenderemo ad ogni costo i principi fondamentali dell’art. 32 della Costituzione.
Per un Servizio Sanitario Nazionale degno di tale nome e della tradizione che l’Italia può ancora vantare e che un grande Paese democratico deve garantire, siamo con le colleghe e i colleghi che scendono in
piazza l’8 Giugno contro gli egoismi e le assenze di certa politica”.