
IMPROVVISAZIONE E APPROSSIMAZIONE
“Il Reddito di cittadinanza – scrive il sindacalista – ha scopi nobilissimi: intervenire sulle situazioni di povertà e riportare gente al lavoro. Due ambiti di intervento che devono muovere da un’analisi oggettiva della realtà, da un disegno progettuale solido e da un grande lavoro preparatorio. Insomma, non si può improvvisare. Ma in Italia è successo, complice il bisogno delle forze di governo di portare qualcosa all’incasso nell’imminente scadenza elettorale”.
Risultato? “Politiche attive del lavoro approssimative; organizzazione imbarazzante; mancanza di
connessione tra i soggetti titolari del trattamento” delle domande e dei percorsi che ne derivano.
UNA VORAGINE SEPARA ENUNCIAZIONI E REALTÀ
“L’incertezza avvolge tutti i passaggi di questa storia complicata. Bene o male se ne uscirà, lasciano inevitabilmente indietro qualcuno. – conclude Reboni – Le più nobili intenzioni si difendono davvero se si ha l’umiltà di studiare insieme le soluzioni, guardando in faccia la realtà e decidendo di conseguenza dove investire cosa modificare. Il contrario di quanto sta avvenendo, purtroppo”.