
Le società sequestrate al barista diventato repentinamente ricco imprenditore operavano nei settori della consulenza amministrativa, finanziaria e aziendale, della sponsorizzazione di eventi e del marketing sportivo, del noleggio di autovetture e mezzi di trasporto marittimi ed aerei, del commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti petroliferi, di studi medici specialistici, della fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e della gestione di bar.
“Questa operazione delle forze di investigazione e di polizia – ha dichiarato il procuratore generale di Brescia, Pier Luigi Maria Dell’Osso – dimostra che ormai la criminalità organizzata fa parte del tessuto imprenditoriale bresciano e dell’intero distretto della corte d’Appello. Non si può davvero più parlare di infiltrazione, ma di vero e proprio radicamento sul territorio”.
All’uomo, titolare di una holding con sede in via Montenapoleone a Milano, è stato sequestrato il dipinto di un autore fiammingo del XVII secolo del valore di 6 milioni di euro.