
“Il Prefetto ci ha ascoltato con molta disponibilità – scrive la Cisl Funzione Pubblica in una nota diffusa nel pomeriggio – e abbiamo potuto consegnargli un’ampia documentazione con i dati di attività delle strutture, le motivazioni della mobilitazione e una precisa richiesta di mediazione delle informazioni agli organi di Governo competenti. Il Prefetto ha assicurato che studierà il dossier per rappresentare il disagio dei lavoratori a Palazzo Chigi; scriverà inoltre alla Conferenza Stato/Regioni e, nello specifico, al presidente di Regione Lombardia”.
IN SINTESI

– da più di un anno è aperto un tavolo di contrattazione nazionale tra Cgil Cisl Uil con Aris – Aiop (che sono le due associazioni rappresentative del profit e del no profit) che però non si riesce a concludere, anche perché le associazioni datoriali sono arroccate su posizioni molto rigide e non sembrano disponibili a riconoscere gli stessi diritti dei lavoratori della sanità pubblica;
– si tratta di professionisti sanitari non medici, che hanno fatto un percorso di studi specifico e che operano con grande professionalità.
In Lombardia, a Brescia in particolare, le cliniche private erogano prestazioni di qualità e hanno bilanci in attivo, grazie soprattutto alla partecipazione della Regione. Di questi introiti nulla finisce nelle tasche dei lavoratori; unica eccezione sono Poliambulanza e Domuns Salutis, dove è stata attivata una contrattazione di secondo livello che garantisce, rispetto a quello di base, un piccolo ristorno economico; per i dipendenti del Gruppo San Donati, invece, nonostante i bilanci in attivo e gli investimenti, non solo non viene riconosciuto nulla ai lavoratori, ma anche le condizioni di lavoro sono sempre più difficili e stressanti.

LA PROTESTA CONTINUA
Il 24,25 e 28 gennaio davanti alle cliniche private presenti nel bresciano ci sarà un volantinaggio e una raccolta di firme tra i cittadini per denunciare l’insostenibile situazione che vede coinvolti gli operatori della sanità privata: possono scioperare ma al tempo stesso garantire il servizio, e i datori di lavoro possono così banalizzare le azioni di protesta, una prospettiva che solo la solidarietà dei cittadini può ribaltare.
Il 30 gennaio è i programma una manifestazione regionale a Milano.