
I PERCHÉ DELLO SCIOPERO
Le motivazioni dello sciopero sono diverse: l’insufficienza del finanziamento previsto per il Fondo sanitario nazionale 2019, in relazione alla garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e agli investimenti nel patrimonio edilizio sanitario e tecnologico; il mancato incremento delle risorse destinate all’assunzione del personale della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria nel Servizio Sanitario Nazionale; l’esiguità delle risorse assegnate al finanziamento dei contratti di lavoro relativamente ai trienni 2016/2018 e 2019/2021; i ritardi amministrativi nei processi di stabilizzazione del precariato del settore sanitario.
DA QUI AL 23 CONFERMATE LE AZIONI SINDACALI IN CORSO
“Nel frattempo – si legge in una nota di tutte le organizzazioni sindacali – resta fermo lo stato di agitazione delle categorie professionali e sono confermate tutte le azioni sindacali in corso: blocco degli straordinari in tutte le aziende sanitarie; astensione dalle attività non comprese nei compiti di istituto; richiesta da parte dei dirigenti di usufruire di tutti i giorni di ferie accumulate; il pagamento di tutti i turni guardia eccedenti l’orario contrattuale; le assemblee nei luoghi di lavoro“.
UNA PROTESTA DI TUTTE LE SIGLE SINDACALI
Il 23 si asterranno dal lavoro i medici, veterinari e dirigenti sanitari di tutte le sigle sindacali: Anaao assomed; Cimo; Fp Cgil medici e dirigenti Ssn; Fvm federazione veterinari e medici; Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr); Cisl Medici; Fesmed; Anpo-Ascoti-Fials medici; Uil fpl coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica, veterinaria sanitaria.