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Aperture domenicali, le proposte del sindacato
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Aperture domenicali, le proposte del sindacato

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Pubblicato il 27 Ottobre 2018

Divieto di apertura domenicale e festiva in linea di principio generale, con possibile deroghe per un massimo di 12 domeniche all’anno – stabilite dalle Regioni con apposito decreto dirigenziale da emanare di intesa con gli Enti Locali e sentito il parere delle associazioni imprenditoriali del commercio, dei consumatori e delle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale – e 12 festività nazionali, civili e religiose nelle quali non deve essere prevista la possibilità di deroga (1° gennaio, 6 gennaio, Pasqua e lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1° novembre, 8 dicembre, 25 e 26 dicembre).

E’ questa la proposta avanzata da Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs nel corso dell’audizione alla X Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati.

Le tre sigle propongono inoltre la definizione di una normativa nazionale sul meccanismo sanzionatorio, di prevedere il rispetto dell’obbligo della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio commerciale, di escludere che la riduzione del numero di aperture degli esercizi commerciali possa costituire di per sé giustificato motivo per operare licenziamenti collettivi plurimi ed individuali e di stanziare risorse finalizzate a finanziare piani aziendali di riconversione degli orari individuali di lavoro per i lavoratori dipendenti aventi le prestazioni nelle giornate domenicali come ordinarie.

Le organizzazioni sindacali di categoria ritengono inoltre opportuno affidare alle Regioni il compito di revisione dei parametri sulla definizione dei Comuni a prevalente economia turistica e dei centri storici delle città d’arte.