
“Il lavoro è una priorità del Paese – ha affermato il segretario generale della Cisl – ma è evidente che tanti argomenti di oggi appaiono del tutto secondari se non addirittura in contraddizione con la centralità del lavoro”.
Il patto della fabbrica tra sindacati e Confindustria ha messo al centro la necessità di investire sui processi formativi, creare una scuola che sappia dialogare sul territorio. Perché questa è la risposta che va data alla sfida della innovazione tecnologica.
“Le tecnologie non necessariamente si tradurranno in una diminuzione del lavoro. Certo, dovremo ridiscutere i tempi del lavoro – ha sottolineato Annamaria Furlan – ma ci vuole una visione d’insieme. Ed io credo che chi rappresenta il mondo del lavoro abbia le carte in regole per dare il proprio contributo positivo. Vogliamo entrare nel merito dei problemi, assumendoci le nostre responsabilità di parti sociali. Noi esprimiamo competenza, serietà, senso di responsabilità. Non tenere conto delle rappresentanze sociali significa non avere una grande fortuna per chi governa”.