
Due i fattori che stanno determinando questa evoluzione. Il primo è la concentrazione in piochissimi giorni della raccolta delle uve, funzionale alla necessità delle cantine di vendemmiare nel momento giudicato migliore.
Il secondo lo ha spiegato Daniele Cavalleri, segretario provinciale dlela Fai Cisl, e riguarda la retribuzione. Un vendemmiatore ha un tetto orario giornaliero di sei ore e mezza; viene pagato 7,50 euro lordi all’ora (6 euro netti): “I lavoratori – afferma il sindacalista – preferiscono dirigersi verso nazioni come Germania e Inghilterra dove la paga lorda oraria si aggira sui 9 euro. Ed anche la riduzione del periodo di raccolta li porta a optare per Paesi e tipologie di raccolta più dilatate nel tempo”.