
Non ci sono dubbi sull’opportunità di una iniziativa sindacale che vuole contrastare “una condanna a morte annunciata della sanità pubblica – si legge in una nota di Cisl Medici e di tutte le altre che hanno promosso l’agitazione – che sta travolgendo insieme i diritti dei cittadini (che vedono sottrarsi prestazioni giorno dopo giorno o trasferirle a carico delle loro tasche) e quelli dei medici e dei dirigenti sanitari“.
“Al di la’ dei giochi verbali – prosegue il documento – l’insufficienza di risorse economiche rende ormai difficile mantenere i risultati di salute conseguiti, che già’ manifestano le prime crepe con la riduzione degli anni di buona salute nella fascia di età over 65, con l’aumento della spesa privata, che ormai lega il diritto alla salute al censo, con l’eccezionale incremento di diseguaglianze territoriali. Nello stesso tempo peggiorano, anche per l’impoverimento numerico del personale ed il blocco da 7 anni di contratti e turn-over, le condizioni di lavoro di chi e’ chiamato a tutelare la salute dei cittadini”.