
“Al netto degli aspetti esteriori e delle inevitabili strumentalizzazioni a cui si è esposta la protesta della lavoratrice di Cedegolo – ribadisce Diomaiuta – quel che deve restare nella testa di tutti non è la NK chiusa, ma la desertificazione industriale della Valle e la necessità di una scossa perché lungo l’asse dell’Oglio si sviluppi e trovi casa una rinnovata cultura industriale. L’accordo tra Provincia e Comunità è quadriennale: perché non investire per il lavoro e per l’occupazione la stragrande maggioranza dei trasferimenti del primo anno? Le forme studiamole insieme (dalla riduzione dei costi energetici per chi inizia nuove attività al pagamento dei contributi previdenziali per le nuove assunzioni, alla creazione di cooperative per lavori di pubblica utilità in cui dare certezza di continuità occupazionale ai lavoratori vicini alla pensione e in cerca di ricollocazione) ma si dia un segnale forte al territorio e alla sua gente che l’occupazione è la priorità a cui si vuole e si deve dare risposta”.