
POSITIVO SOLO IN TEORIA
Così l’annuncio di Poste Italiane che il ritiro delle “inesitate” sarebbe stato distribuito su diversi uffici, era sembrata una notizia positiva. Purtroppo non è così. Se prima l’interessato poteva ritirare la sua posta fin dal giorno successivo all’avviso lasciato dal postino – denunciano i sindacati dei lavoratori postali di Cgil Cisl Uil – oggi, tra aperture degli uffici a giorni alterni, aperture parziali solo al mattino, personale ridotto per il periodo di ferie e intoppi organizzativi, un cittadino rischia di entrare in possesso della sua corrispondenza dopo due giorni se gli va bene, ma generalmente molto di più. “Inoltre – scrivono i sindacati in una nota – la mancanza di spazi adeguati negli uffici, la mancanza di formazione adeguata per il personale coinvolto e la specifica lavorazione richiesta per le “inesitate” comportano caos organizzativo e lunghe code per i cittadini”.
All’origine di questo guaio – concludono i sindacati – c’è il solito problema: Poste Italiane interviene sistematicamente sull’organizzazione del lavoro e del servizio senza confronto con i rappresentanti dei lavoratori, i soli che hanno piena consapevolezza della complessa realtà di tutte le fasi lavorative e dei passaggi interni delle attività di recapito. Fin che si continuerà in questo modo Poste Italiane non potrà che collezionare disservizi, disaffezione da parte dei cittadini e delle aziende.