
I sindacati rivendicano “una soluzione immediata per i quasi duemila precari dei Centri per l’impiego, così come per i circa ottomila dipendenti a tempo indeterminato che a distanza di sette mesi dal referendum costituzionale sono in una fase di limbo, privi di garanzie rispetto al pagamento delle retribuzioni e all’avvio di un percorso di stabilizzazione.
Per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl “urge una collocazione definitiva del personale, sospeso ancora nel portale della mobilità del Dipartimento Funzione Pubblica, dare attivazione ai processi di stabilizzazione del personale precario e soprattutto una politica di investimenti mirati per promuovere in maniera efficiente le politiche attive del lavoro”.
“Bisogna fare chiarezza al più presto sul livello istituzionale di allocazione dei servizi, sulle fonti di finanziamento ordinarie e sulle risposte da dare ai lavoratori e ai cittadini”