
Alle testimonianze dalla prima linea del sistema sanitario regionale che hanno messo in evidenza le diverse criticità seguite alla riforma, sono seguite precise:
- il rispetto degli impegni da parte della Regione con l’applicazione degli accordi siglati nel 2014 e nel 2016;
- un coinvolgimento attivo di tutti gli attori in tutti i livelli di contrattazione sull’attuazione della riforma;
- l’impegno concreto nel rivedere gli indicatori del fabbisogno di personale che permetterebbero di quantificare le risorse umane necessarie per realizzare l’intero progetto;
- il recupero delle risorse per la disparità di trattamento economico tra i lavoratori dello stesso livello che provengono da realtà aziendali diverse e la conseguente assunzione di responsabilità da parte di Regione nelle scelte su dove destinare le risorse, per favorire nelle realtà territoriali l’applicazione dell’art.16 DL 98/2011, delle RIA, dell’art.40, dei proventi delle attività sanzionatorie;
- la stabilizzazione dei circa 3000 professionisti attualmente personale precario.
Le problematiche emerse nel corso dell’assemblea verranno raccolte in un dossier e consegnate direttamente dai sindacati a Regione Lombardia. Lo stato di agitazione continuerà fino a che non si raggiungeranno accordi su tutti gli obiettivi prefissati a partire dalla contrattazione aziendale, dal fabbisogno di personale e impegni concreti per evitare le ricadute sul personale in termini economici.
L’attivo ha dato mandato ai sindacati regionali [clicca qui per leggere la mozione finale approvata dall’assemblea] di proseguire con le iniziative: volantinaggi e esposizioni di bandiere in ogni azienda e struttura del sistema sanitario lombardo, presidi e volantinaggi periodici davanti alla sede della Regione e programmazione di una manifestazione regionale sino alla proclamazione di una giornata di sciopero di tutto il personale.