
I lavoratori manifestano disagio per turnazioni e orari che sconvolgono la vita familiare, le organizzazioni sindacali – Fisascat Cisl in testa – chiedono al legislatore di riconsiderare la liberalizzazione delle aperture delle attività commerciali, e anche dai consumatori sembra arrivare qualche segnale positivo in questo senso.
Sul totale di chi lavora nei giorni di festa, 3,4 milioni sono lavoratori dipendenti, 1,3 sono lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, esercenti, ambulanti, agricoltori, ecc.).Se un lavoratore dipendente su 5 è impiegato alla domenica, i lavoratori autonomi, invece, registrano una frequenza maggiore: quasi 1 su 4. Il settore dove la presenza al lavoro di domenica è più elevata è quello degli alberghi/ristoranti (68,3%), seguita dal commercio (29,6%).
Nel settore commerciale, la svolta è arrivata con la liberalizzazione degli orari introdotta dal Governo Monti. Ma con la grande distribuzione e gli outlet che durante tutto l’anno faticano a chiudere anche per il solo il giorno di Natale e quello di Pasqua, anche le piccolissime attività, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare, sono state costrette a tenere aperto anche nei giorni festivi per non perdere una parte di clientela.
Nei giorni scorsi Fisascat Cisl e le altre sigle sindacali hanno lanciato un appello alla Grande Distribuzione Organizzata perchè ripensino la strategia delle aperture festive e chiudano le attività almeno nelle giornate di festa che hanno particolare significato religioso e civile.