
Un risultato positivo viste le difficoltà in cui ancora si dibatte un settore che dal 2009 ad oggi ha visto dimezzarsi il fatturato, il numero delle imprese e il numero dei lavoratori, ma che continua a garantire un’attività sul territorio il cui valore complessivo è attorno ai 2 miliardi di euro.
Imprese e sindacati mettono però l’accento anche su aspetti del rinnovo contrattuale che vanno ben oltre le rivendicazioni salariali. Per la prima volta, infatti, viene introdotta la “banca ore” attraverso la quale i lavoratori potranno accantonare il lavoro straordinario da utilizzare, sotto forma di tempo o di retribuzione in caso di necessità personali o di particolari esigenze di riorganizzazione del lavoro.
Il contratto rafforza anche il sistema di welfare garantito nel comparto dalla Cassa assistenziale paritetica edile, una realtà bilaterale importantissima per i lavoratori che nel 2016 ha erogato prestazioni per complessivi quattro milioni di euro, il 7% in più rispetto al 2015.
Altri punti qualificanti del nuovo contratto sono la detassazione dei premi di produzione, la costituzione di una commissione sindacale di conciliazione per ridare slancio alle relazioni industriali e per favorire una soluzione delle controversie al di fuori delle sedi giudiziarie, il rilancio dell’impegno sul versante della legalità.