Dieci proposte Cisl per l’occupazione
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Dieci proposte Cisl per l’occupazione

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Pubblicato il 27 Gennaio 2017

La priorità su cui ogni italiano oggi sente davvero il senso dell’emergenza è il lavoro”. Lo ha affermato Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, chiudendo il convegno nazionale tenuto ieri a Roma in cui sono state presentate dieci proposte Cisl per l’occupazione, in particolare quella giovanile.

 

 

FAVORIRE LE AZIENDE CHE CREANO OCCUPAZIONE

Non esistono scorciatoie – ha detto il segretario confederale Gigi Petteni presentando il documento Cisl – il lavoro, come la crescita, non si creano per legge ma riorientando le politiche economiche”. Occorre dunque sostenere con una specifica premialità contributiva e fiscale le imprese e le filiere che creano lavoro di qualità in settori con elevate prospettive occupazionali come l’ambiente o i servizi alla persona, ma anche sostenere la formazione continua degli occupati e l”apprendistato.

RAFFORZARE L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

La Cisl ribadisce la necessità di rafforzare l’alternanza scuola-lavoro per migliorare l’occupabilità dei giovani, di contrastare abbandono scolastico e universitario. Vanno riformati i tirocini extracurriculari – “quelli che i nostri giovani, circa 400.000, fanno al termine di una laurea o un diploma come primo contatto con il mondo del lavoro” ha spiegato Petteni – oggi spesso usati per mascherare lavoro sottopagato a 3-400 euro al mese.

DARE IL VIA ALL’ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE

Per la Cisl si deve poi dare avvio senza indugi alla sperimentazione dell’Assegno di ricollocazione per i primi 30-40mila percettori di Naspi per poi estendere nel corso dell’anno lo strumento a tutti i disoccupati che lo chiedano e va messo in campo da subito un progetto per la fase 2 di Garanzia Giovani che, facendo tesoro delle criticità dell’esperienza fin qui maturata, finalizzi meglio gli obiettivi di avvicinamento alla occupabilità.

DIFENDERE IL VERO LAVORO AUTONOMO

Ma deve anche continuare – ha concluso Petteni – il contrasto al falso lavoro autonomo, per sostenere quello vero, vanno rafforzate le tutele per i collaboratori e va affrontata senza demagogia la questione dei voucher (che finora non hanno centrato l’obiettivo di riduzione del sommerso, ma paradossalmente lo hanno favorito) non certo abolendoli ma introducendo significative limitazioni.