Scuola, in Lombardia 11.000 posti vacanti di insegnamento e potenziamento
TORNA INDIETRO

Scuola, in Lombardia 11.000 posti vacanti di insegnamento e potenziamento

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 23 Gennaio 2017

Sono 11.000 i posti vacanti di insegnamento e potenziamento in Lombardia. Una situazione che da domani, con la ratifica dell’accordo sulla mobilità dei docenti firmato il 29 dicembre da Ministero dell’istruzione e sindacati della Scuola (confederali e autonomi), rischia di diventare ancora più grave, compromettendo il diritto allo studio e la qualità della scuola in Lombardia e in tutto il Nord Italia. E’ un documento dalle parole molto nette quello votato oggi pomeriggio dal gruppo dirigente delle Cisl della Lombardia riunito nella sede regionale del sindacato.

 

TROPPI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
ANCORA SENZA INSEGNANTE

Il documento esprime “grande preoccupazione per la carenza ormai strutturale dei docenti nelle scuole lombarde, in particolar modo per l’assoluta insufficienza dei docenti di sostegno per gli alunni diversamente abili, molti dei quali sono ancora senza insegnante a oltre metà anno scolastico o si avvale del supporto docenti senza il titolo di specializzazione, come invece prevede la normativa”.

IN LOMBARDIA AUMENTANO GLI ALUNNI
MA DIMINUISCONO I DOCENTI

“A poco o niente pare siano servite – si legge nel documento della Cisl Lombardia – le ben 8.658 assunzioni dello scorso anno a seguito della Buona scuola che con tutta evidenza non sono servite a coprire le reali necessità, bensì hanno seguito logiche del tutto differenti da quella di garantire ai ragazzi e alle famiglie un servizio adeguato e sono state decimate dai trasferimenti”.

LA SCUOLA NELLE REGIONI DEL NORD
NON PUO’ ESSERE VISSUTA SOLO COME TERRA DI PASSAGGIO

La scuola lombarda che ha dato ottima prova di sé, con performance a volte migliori di altri sistemi scolastici europei  rischia di essere mortificata e danneggiata da una visione miope che concepisce le regioni del Nord come terra di passaggio.  La contrattazione nazionale deve tener conto di come gli accordi si sviluppano e degli effetti che producono sui territori”.

E L’ACCORDO CHE VIENE SIGLATO IN VIA DEFINITIVA
AGGRAVA ULTERIORMENTE LA SITUAZIONE

L’intesa che si avvia a diventare definitiva, anziché risolverla rischia di peggiorare la situazione. “L’accordo – spiega Adria Bartolich, segretario regionale della Cisl Scuola – liberalizza anche per il 2017 tutti i trasferimenti anziché rimettere il paletto dei tre anni di permanenza sul territorio una volta entrati in ruolo, com’è sempre stato e come tra l’altro corrisponde anche ai piani formativi triennali previsti dalla ‘Buona scuola’. Già quest’anno abbiamo assistito ai trasferimenti di massa al Sud dei docenti, soprattutto quelli di sostegno. L’anno prossimo sarà anche peggio. Certamente l’intesa nazionale risolve il problema dell’occupazione al Sud ma rende precaria e inefficiente la scuola del Nord.