Lavoratori pubblici: pochi, sempre più su d’età e con stipendi smagriti dall’inflazione
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Lavoratori pubblici: pochi, sempre più su d’età e con stipendi smagriti dall’inflazione

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Pubblicato il 20 Gennaio 2017

Sempre di meno, sempre più vecchi e con buste paga sempre più leggere. La Ragioneria dello Stato fotografa così i lavoratori del pubblico impiego. Dati alla mano, il totale della forza lavoro impiegata nelle amministrazioni pubbliche nel 2015 risulta in calo rispetto all’anno precedente: una riduzione ininterrotta che prosegue dal 2008. Rispetto agli anni passati il calo si è attenuato, ma gli effetti accumulati fanno segnare rispetto al 2007 una riduzione del 6,9%, corrispondente ad una contrazione assoluta di 237.220 persone.

ETA’ MEDIA SEMPRE PIÙ ALTA
Nel frattempo l’età media ha continuato a salire, fino a raggiungere, alla fine del 2015, la soglia dei 50 anni: tra il 2001 e il 2015 l’età media riferita al totale del personale è cresciuta di sei anni e quattro mesi, con differenze notevoli fra i vari comparti.

IL GAP TRA INFLAZIONE E STIPENDI
Negli stessi anni, il blocco della contrattazione ha impoverito i dipendenti pubblici, i cui stipendi non sono stati in grado di agganciare il costo della vita, che ha proceduto con una velocità quasi doppia. Considerando il periodo 2007-2015 il tasso di inflazione ha avuto un incremento del 13,5% mentre la retribuzione media nel pubblico impiego ha avuto un incremento del 7,8%.

INVERTIRE LA TENDENZA
Una situazione allarmante – commenta la Cisl Funzione Pubblica – per far fronte alla quale siamo pronti a collaborare con il Governo ad un piano di assunzioni che passi dalla stabilizzazione dei precari e abbia come fine un generale rinnovamento della pubblica amministrazione. Ciò, chiaramente, può avvenire solo invertendo la tendenza; riaprendo un tavolo tra Governo e sindacati per il rinnovo del contratto; lavorando a un modello nuovo che metta al centro l’efficienza e i servizi al cittadino”.