
Per i sindacati il nodo problematico sono le “decisioni riguardanti la struttura ospedaliera di Iseo”. Nonostante un bacino d’utenza che la vocazione turistica del territorio attesta a 500mila persone, nonostante il fatto che rappresenti il riferimento per vasta parte anche della contigua provincia di Bergamo priva di strutture ospedaliere, nonostante che i numeri confermino la sostenibilità di aree come chirurgica-ortopedica, ostetricia e ginecologia, Pronto Soccorso e servizi diagnostici, l’Ospedale di Iseo esce fortemente penalizzato dal Piano d’organizzazione della Asst di Franciacorta.
“Appare evidente – scrivono Chgil Cisl Uil – la volontà di procedere. non ad una riqualificazione di miglioramento del Presidio Ospedaliero ma ad una riorganizzazione destinata a mettere a forte rischio la sua prerogativa di presidio per acuti”.
All’analisi della realtà e alle osservazioni critiche i sindacati accompagnano anche proposte concrete per salvare la struttura ospedaliera di Iseo: “avviare una fase di sperimentazione del ricovero settimanale (Week Surgery); mantenere l’Unita Operativa Complessa di Ostetricia (oltre 500 parti all’anno) per la quale è prevista una incomprensibile soppressione; potenziamento dei servizi diagnostici con un progetto specifico per l’abbattimento delle liste d’attesa”; ripristino del servizio di oncologia che si vuole trasferire a Chiari
Il documento di Cgil Cisl Uil – che fa proprie le forti preoccupazioni espresse dalle istituzioni locali e dai cittadini anche nella iniziativa pubblica dello scorso 2 dicembre – termina con un appello ai consiglieri regionali e al presidente della Commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale.