
Galletti, Diomaiuta e Bailo sottolineano che occorre uscire tanto dall’eccesso di tecno-ottimismo quanto dal pessimismo pregiudiziale che esclude gli attori sociali da un ruolo attivo sul tema: “Siamo convinti che solo il protagonismo e la più ampia partecipazione democratica siano in grado di governare e indirizzare processi, anche in ambito locale, che avranno ricadute sociali e nel mondo del lavoro importanti“.