Quell’otto marzo della Cisl bresciana con Tina Anselmi: “Non dobbiamo lasciar correre”
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Quell’otto marzo della Cisl bresciana con Tina Anselmi: “Non dobbiamo lasciar correre”

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Pubblicato il 1 Novembre 2016

tina-anselmiE’ morta la scorsa, notte nella sua casa di Castelfranco Veneto, Tina Anselmi. Aveva 89 anni. Più volte parlamentare della Democrazia cristiana, prima donna ad aver ricoperto la carica di Ministro della Repubblica, era stata in gioventù staffetta partigiana.

 

 

IL RICORDO DELLE ISTITUZIONI

In un messaggio di cordoglio ai familiari il Presidente della Repubblica ne ricorda “il limpido impegno per la legalità e il bene comune”, mentre il Presidente del Consiglio fa memoria del “suo impegno per le pari opportunità e contro la P2: la sua personalità forte e discreta ne hanno fatto un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà”.

 

A BRESCIA NEL 2003 INVITATA DALLA CISL

La Cisl invitò Tina Anselmi a Brescia in occasione dell’otto marzo del 2003. Il tema era quello del protagonismo politico e sociale della donna, ma anche della difesa della sua dignità, della difficoltà occupazionale femminile.

Ogni tanto – disse Tina Anselmi in un Auditorium Capretti che vedeva fianco a fianco delegati Cisl e giovani studenti – qualche giudice ritiene che per colpa dei jeans la violenza [sulle donne] non debba essere punita, che uno schiaffo alla moglie sia segno di affetto. Non dobbiamo lasciar correre. Dobbiamo esserci, portando il nostro contributo, le nostre idee e la nostra sensibilità, e credendo fino in fondo in noi stesse e nelle nostre potenzialità. Non dobbiamo diventare complici ed accondiscendere a chi fa di tutto perché le leggi non vengano applicate, perché se le leggi non trovano corrispondenza nella cultura e nel costume del nostro Paese è come se non fossero mai state fatte. Io sono ottimista perché ho visto in cinquant’anni quanta strada abbiamo fatto per la tutela dei diritti della donna”.