
A tutto ciò si aggiungono la drammatica situazione in cui versano le strutture, le strumentazioni ormai inadeguate, i finanziamenti insufficienti e in cronico ritardo e il conflitto di competenze e funzioni che si è determinato dopo la legge di riforma delle Province: un servizio fondamentale per i cittadini ormai al collasso e che, ad oggi, è lasciato alla deriva dalle istituzioni coinvolte.
Per queste ragioni – concludono Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil Fpl – “metteremo in campo tutte le iniziative necessarie per non disperdere il vasto panorama di professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori e per garantire la tenuta di servizi veramente di qualità per i cittadini. A partire dal presidio del 7 novembre andremo avanti con forza finché il Governo non ci darà risposte adeguate e non si attuerà una vera azione che tuteli questi servizi”.