Primo importante passo per la legge contro il caporalato (che non è solo una piaga del Sud)
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Primo importante passo per la legge contro il caporalato (che non è solo una piaga del Sud)

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Pubblicato il 7 Agosto 2016

caporalato tra le vigneAlcuni anni fa (era l’agosto del 2011) con grande scandalo per il dorato mondo delle “bollicine” nostrane, la Fai Cisl di Brescia denunciò con forza, anche se in solitudine, preoccupanti forme di caporalato nel reclutamento della manodopera per la vendemmia in Franciacorta. La formula, formalmente inattaccabile ma sostanzialmente inaccettabile, era quella di contratti con cooperative che portavano dall’estero dei lavoratori “sgravando” le aziende di ogni incombenza. In pratica le aziende non erano responsabili del rispetto delle norme sui rapporti di lavoro, ma le cooperative, spesso fittizie e sempre con sede all’estero, che firmavano il contratto di fornitura del lavoro.

Con la legge contro il caporalato approvata dal Senato nei giorni scorsi, quel modo di aggirare la legislazione nazionale sul lavoro non sarà più possibile, stabilendo una responsabilità diretta del datore di lavoro.

La legge stabilisce nuovi strumenti penali come la confisca dei beni, l’arresto in flagranza, l’estensione della responsabilità? degli enti, la responsabilità? del datore di lavoro, il controllo giudiziario e la semplificazione degli indici di sfruttamento.

È una giornata importante per la lotta ad un fenomeno vergognoso – hanno scritto Fai Cisl e le altre organizzazioni sindacali del mondo agricolo in un comunicato diffuso dopo l’approvazione della legge – hanno vinto i lavoratori, il sindacato e le vittime del lavoro nero. Ora bisogna garantire una rapida e definitiva approvazione a Montecitorio: il passaggio deve essere rapido e senza sorprese”.

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil incontreranno il 13 settembre la Presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiedere che si faccia interprete verso tutti i gruppi politici dell’attesa del mondo del lavoro agricolo della massima unità d’intenti su un percorso che deve arrivare al traguardo senza ulteriori perdite di tempo. “Siamo a un punto di svolta – ha scritto il segretario nazionale della Fai Luigio Sbarra – occorre evitare altre modifiche che lo farebbero tornare al Senato aprendo a scenari incerti. Uscire di strada proprio in questo ultimo miglio sarebbe imperdonabile. Siamo certi che la Presidente Boldrini saprà difendere le ragioni di una chiamata che non ammette distinzioni di partito”.