
In una lettera inviata al ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, al ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia e al presidente di Unioncamere Ivan Lo Bello, le tre organizzazioni sindacali denunciano “la totale assenza di un confronto sul merito del testo e degli aspetti relativi ai rapporti di lavoro, ai livelli occupazionali e alle competenze degli operatori, ma soprattutto l’annunciata razionalizzazione delle dotazioni organiche senza alcuna garanzia occupazionale reale per i lavoratori, al contrario di quanto previsto dalla legge delega stessa”.
Per Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil Fpl obiettivo della proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale del sistema camerale è “il blocco dell’approvazione dello schema di decreto”. Una rivendicazione che, senza interventi risolutivi, “culminerà con una grande manifestazione nazionale nel mese di settembre, anche in considerazione della totale indisponibilità del Governo a incontrare le rappresentanze sindacali in questo complicato percorso di riordino del sistema camerale”.