
LA CRISI HA DIMEZZATO I LAVORATORI EDILI
E FATTO ABBASSARE LA GUARDIA SULLA SICUREZZA
“La crisi di questi anni – evidenziano i sindacati – ha peggiorato una situazione che era già nera; spesso il rispetto delle norme viene visto come un costo e non come un valore aggiunto. In un mondo dove il profitto la fa da padrone, va ribadito con forza che la vita umana deve essere messa al primo posto!”.
La riflessione sindacale ritorna poi sulla peculiarità della crisi dell’edilizia che dal 2008 ad oggi ha perso il 50% dei suoi addetti causando una crisi occupazionale tra le più gravi mai conosciute. “Una crisi silenziosa, perché c’è crisi e crisi: se chiude una grande azienda fa notizie, ma se migliaia di lavoratori di piccole aziende perdono il posto di lavoro, lo fanno in silenzio e sul piano mediatico nessuno se ne accorge. Se poi andiamo a vedere i numeri ci si rende conto che il danno subito è enorme”.
DOBBIAMO GARANTIRE CHE I POSTI DI LAVORO
SIANO LUOGHI DI VITA E NON DI MORTE
E’ in questo contesto di incertezze che oggi sono costretti ad operare i lavoratori edili, concludono i sindacati di categoria: “Va alzata l’attenzione da parte di tutti, per far sì che un posto di lavoro torni ad essere un luogo di vita e non di morte, dedicando risorse umane e finanziarie per i controlli sui luoghi di lavoro, prevedendo delle sanzioni certe per le imprese che non rispettando le norme mettono a rischio l’incolumità dei lavoratori”.