
I sindacati contestano due punti non risolti del decreto: quello dei precari in scadenza a fine dicembre e quello del salario accessorio. Sono duemila i lavoratori precari delle Province e delle Città metropolitane, impiegati in quegli enti da anni, che rischiano di non ottenere alcuna proroga dei contratti a termine alla scadenza prevista per il 31 dicembre di quest’anno. Al momento, infatti, hanno la prospettiva certa di essere espulsi da questi enti dopo anni, senza che sia offerta loro alcuna prospettiva, privando allo stesso tempo i cittadini dei servizi pubblici garantiti dal loro lavoro.
Per quanto riguarda invece il salario accessorio, Cisl Funzione Pubblica, Fp Cgil e Uil Flp ritengono che il testo del decreto non salvaguardi i livelli salariali del personale impiegato in quegli enti che versano in difficoltà economico-finanziaria, con il rischio molto concreto che si registrino pesanti tagli al salario dei dipendenti.
Due questioni non da poco che si aggiungono ai gravi problemi economici e finanziari di Provincie e Città metropolitane, molte delle quali prossime ad una situazione finanziaria di dissesto.
L’obiettivo della protesta è di ottenere nei prossimi passaggi parlamentari delle modifiche che diano risposta non solo alle richieste dei lavoratori ma che salvaguardino anche i servizi pubblici ai cittadini.