Equitalia, dipendenti in assemblea (un centinaio a Brescia) contro una riforma pasticciata
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Equitalia, dipendenti in assemblea (un centinaio a Brescia) contro una riforma pasticciata

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Pubblicato il 11 Luglio 2016

assemblea equitaliaIn tutte le sedi Equitalia, compresa quella di Brescia dove lavorano circa 100 persone, si sono svolte questa mattina assemblee dei dipendenti che hanno discusso dell’ipotesi di assorbimento di Equitalia nella Agenzia delle Entrate. “Portare Equitalia sotto il controllo dell’Agenzia delle Entrate – spiega la First Cisl – trasformerebbe i dipendenti di Equitalia da lavoratori privati a lavoratori pubblici, sottoponendoli di fatto all’obbligo, per essere riassunti, di superare un concorso, indipendentemente dal ruolo ricoperto e dall’anzianità maturata

DISTINGUERE CHI NON PAGA LE TASSE PERCHÉ NON PUÒ
DA CHI LO FA PER ABITUDINE E PER SCELTA

“Una riforma inadeguata – aggiunge il sindacato – più orientata a placare gli umori della pubblica opinione che ad affrontare, per scioglierli, i nodi presenti nel sistema di riscossione. Ancora una volta la politica, incapace di proporre soluzioni concrete, cerca di cavalcare lo scontento dei contribuenti, facendo credere loro che la chiusura di Equitalia contribuirà all’abbattimento della pressione fiscale. Ma un fisco più equo e amico dei cittadini sarà possibile solo quando con serietà, determinazione e soprattutto volontà politica, si deciderà di fare distinzione tra chi fatica a pagare le tasse per oggettiva impossibilità di far fronte ai propri obblighi (e che quindi va aiutato, magari alleggerendo il debito) e chi, invece, non le paga per abitudine o per scelta, adducendo come scusa l’alta pressione fiscale”.

CAPRI ESPIATORI PER L’INEFFICIENZA DEL SISTEMA

I dipendenti di Equitalia – conclude la First Csl – spesso divenuti capri espiatori di inefficienze e storture del sistema, si limitano ad applicare alla lettera norme di legge, senza poter esercitare alcuna forma di discrezionalità. È quindi necessario, per poter risolvere i problemi, abbandonare ogni forma di demagogia e mettere mano a quelle regole che disciplinano la riscossione che, solo se cambiate da chi ha la titolarità per farlo, possono produrre un fisco più giusto”.