
Il sindacato attende ovviamente di disporre del dettaglio del piano per una valutazione più approfondita e complessiva, con una speciale attenzione delle ricadute sul personale derivanti dalla riorganizzazione (processi di ridefinizione dei contratti integrativi aziendali, chiusura delle filiali, mobilità territoriale e professionale in primis) e gli strumenti da adottare per gestire gli esuberi che non accederanno al fondo di solidarietà.
“In linea con gli anni passati – aggiunge la Loda riprendendo il comunicato diffuso come First Cisl – è probabile il ricorso ai congedi di solidarietà volontari, l’incentivo al part time e dello smart working, il contenimento del lavoro straordinario, ma la possibile armonizzazione dei contratti aziendali, derivante dal nuovo perimetro aziendale della Banca Unica, è caratterizzata da molte criticità e richiederà grande maturità e impegno per ricercare le migliori soluzioni negoziali che soddisfino tutti”.
“A fronte di questi importanti cambiamenti, anche alla luce del delicato scenario nel quale ci muoviamo, per incrementare la produttività e creare valore sarà fondamentale che il gruppo investa sulle persone lavorando per il miglioramento del clima aziendale e per la creazione di una vera identità comune, obiettivo non ancora raggiunto dopo tanti anni dalla nascita di UBI. La produttività e la fidelizzazione del personale passano attraverso la coerenza delle politiche aziendali che, a fronte della Banca Unica, dovranno essere uniformi nelle diverse macro aree, e la partecipazione organizzativa”.
“Quest’ultima rappresenta una sfida e, al contempo, un’opportunità per rendere più flessibile l’attuale modello organizzativo, al fine di creare valore e rafforzare la fiducia e la fidelizzazione (clienti/dipendenti), veri motori del cambiamento”.