
Scattato dopo l’invio di 40 lettere di licenziamento collettivo per tutti i tecnici Servizio di assistenza allevatori, lo sciopero ha avuto un momento pubblico con il presidio agli ingressi del Consiglio regionale della Lombardia. Durante il presidio una delegazione delle organizzazioni sindacali è stata ricevuta da alcuni consiglieri regionali dei partiti di opposizione ai quali sono state illustrate le responsabilità in capo sia al Ministero dell’Agricoltura che a Regione Lombardia.
A poche ore dalla manifestazione si è appreso che il Ministero dell’Agricoltura ha trasmesso alla Regione la circolare per la preparazione dei bandi necessari a concorrere ai finanziamenti europei. Fai, Flai, Uila e Confederdia lombarde hanno chiesto ai consiglieri di fare pressione per l’espletamento in tempi rapidi delle procedure, unica possibilità per far rientrare i licenziamenti.