Il Primo Maggio rilancia l’impegno del mondo del lavoro: più giustizia, più equità
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Il Primo Maggio rilancia l’impegno del mondo del lavoro: più giustizia, più equità

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Pubblicato il 1 Maggio 2016

da sx, galletti (cgil), pluda (cisl), fucillo (uil nazionale) e diomaiuta (cisl). Primo a dx è bailo (uil)Dal palco allestito i Piazza Loggia l’oratore ufficiale del Primo Maggio a Brescia Antonio Fucillo della Segreteria nazionale Uil, sottolinea con forza l’obiettivo: “Il lavoro, i lavoratori sono una ricchezza non una spesa. Senza lavoro non c’è benessere, ricchezza e profitto. Bisogna recuperare gli antichi valori di solidarietà e coesione, di lotta e di proposta per una società più giusta e più equa.”.

PRIMO MAGGIO, CONDENSATO DI ESPERIENZE

E’ una sintesi efficace delle speranze, delle tensioni, delle preoccupazioni e delle tante realtà che la manifestazione del Primo Maggio riunisce e porta con sé, prima in corteo, da piazza Garibaldi fino al cuore della città, e poi in piazza Loggia [GUARDA LE IMMAGINI NELLA PAGINA FACEBOOK CISL BRESCIA]. Dal palco intervengono due delegati, uno del settore manifatturiero – per dire quanto rilevante e strategico sia ancora il settore per l’economia bresciana e non solo bresciana, elencando i problemi e le contraddizioni che si vivono oggi nell’industria – e una del pubblico impiego.

L’INTERVENTO DELLA DELEGATA CISL

01l'intervento della delegata cislIl suo nome è Daniela Conti, è dipendente della Provincia di Brescia e delegata della Cisl Funzione Pubblica. Parla della dignità che il lavoro pubblico rivendica, auspica il superamento dei tanti luoghi comuni che accompagnano il settore: il problema non è che ci sono troppi dipendenti pubblici – in Italia sono 58 ogni 1.000 abitanti, in Germania 54, in Spagna 65, in Francia 94, in Svezia 135 – ma che si fanno riforme sbagliate senza intervenire sugli sprechi veri della spesa pubblica. Un esempio? Dal 2010 al 2014 la spesa pubblica è aumentata del 5% mentre quella per il personale è diminuita del 5%. [clicca qui per scaricare il testo integrale dell’intervento].

IL NODO DEL BLOCCO CONTRATTUALE

Serve un cambio di passo – ha concluso la delegata Cisl – non dettato da demagogie e condito di false promesse, ma che parta dal rispetto della dignità del lavoro, di ogni lavoro, e che passi, anzitutto, dal rinnovo dei contratti”: i lavoratori pubblici, che vuol dire sanità, scuola, servizi sociali, assistenza, previdenza, formazione, lavoro e sicurezza, chiedono invano da 6 anni il rinnovo del loro contratto di lavoro.

NO ALLE GENERALIZZAZIONI

L’emblema dei dipendenti pubblici non è rappresentato furbetti del cartellino ma la testimonianza quotidiana delle donne e degli uomini che ogni giorno sono chiamati ad assicurare servizi, con sempre maggiori compiti e burocrazia pur continuando a diminuire di numero”.

al centro, diomaiuta (cisl) e galletti (cgil)