
L’azienda si è presentata all’incontro senza nulla di tutto questo. “Una scorrettezza incomprensibile – denuncia Cisl Poste – considerate anche le difficoltà sia nei rapporti interni che con la pubblica opinione che vede sindaci e Comunità montane fortemente contrari a questo nuovo modello di recapito che penalizza le piccole comunità”.
ULTERIORI CESSIONI DI QUOTE AZIONARIE?
Oltre alle molte problematiche interne riferite alla gestione delle attività della logistica e del recapito, si aggiungono le voci sempre più insistenti di una possibile ulteriore cessione di quote azionarie di Poste Italiane che porterebbero sotto il 50% la soglia di partecipazione dello Stato. Questo renderebbe del tutto evidente l’abbandono della socialità e dell’universalità dei servizi postali mettendo a rischio l’unicità dell’azienda. Facile prevedere che il passo successivo sarà poi quello di spacchettamenti e scorpori di rami d’azienda, con pesanti ricadute sui servizi e sulla tenuta occupazionale.
A fronte di questo scenario Cisl Poste, Sailp Confsal, Failp Cisal e UGL Com.ni hanno interrotto le relazioni industriali e proclamato lo sciopero di tutte le prestazioni straordinarie dal prossimo 26 aprile fine al 25 maggio.