I sindacati a Maroni: la Regione completi la riforma sanitaria aprendo il confronto
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I sindacati a Maroni: la Regione completi la riforma sanitaria aprendo il confronto

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Pubblicato il 2 Marzo 2016

Le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto i vertici della sanità lombarda dimostrano che ci sono risorse che si possono e si devono trovare anche eliminando le illegalità e le distorsioni presenti nel sistema. E’ quanto sostengono Cgil Cisl Uil Lombardia, fortemente preoccupati delle ricadute dell’attuazione della riforma sanitaria sui cittadini lombardi, sui servizi e sui territori, oltre che sugli oltre 130 mila lavoratori del sistema sanitario regionale.

RIDURRE TICKET E RETTE

“Non solo deve proseguire il percorso di riorganizzazione del sistema sanitario, a partire dall’accorpamento delle Asl nelle nuove Ats e dal passaggio delle attività e servizi alle neo costituite aziende sanitarie – afferma Paola Gilardoni, segretario regionale della Cisl Lombardia – ma bisogna intervenire in modo significativo sulla riduzione della compartecipazione della spesa sanitaria richiesta ai cittadini (ticket e rette delle case di riposo) che oggi ammonta a circa 750 milioni di euro, in combinazione con un sistema di esenzioni che deve essere equo, sostenibile e coerente con l’esigenza di assicurare efficaci livelli essenziali di assistenza”.

La Regione apra il confronto

Per questo Cisl lombarda, insieme agli altri sindacati, chiede alla Regione di convocare immediatamente un tavolo per avviare il confronto: “Dobbiamo approfondire l’applicazione sul territorio dei contenuti del recente decreto sull’appropriatezza prescrittiva e le condizioni di erogabilità delle prestazioni in regime di Servizio sanitario nazionale – conclude Paola Gilardoni – per evitare che i cittadini siano aggravati dai costi e si ricorra all’acquisto dei servizi fuori dal sistema sanitario regionale. La Lombardia non merita di essere all’attenzione nazionale solo per le vicende giudiziarie, ma al contrario per la qualità del servizio reso ai propri cittadini.”