
I sindacati hanno messo in fila in un comunicato l’elenco delle rimostranze: i fondi contrattuali per il salario accessorio vengono tagliati; la retribuzione dei dirigenti scolastici continua a diminuire; i contratti regionali non sono certificati dal Ministero dell’economia che cerca di imporre una diminuzione della retribuzione pensionabile e della buonuscita; non trova soluzione la sperequazione interna; si allontana l’equiparazione esterna; le condizioni di lavoro peggiorano e le responsabilità aumentano.
Da qui la decisione di indire lo stato di mobilitazione e, come primo momento di protesta, un presidio nazionale davanti al Ministero dell’istruzione il prossimo 9 marzo.