
Mobilità per tre quarti dei lavoratori?
“Se nelle altre amministrazioni pubbliche non vi fosse un numero di posti sufficiente a coprire l’intero fabbisogno – continuano le organizzazioni sindacali – per la stragrande maggioranza dei lavoratori della Croce Rossa Italiana si spalancherebbero inevitabilmente le porte della mobilità collettiva”.
La Croce Rossa Italiana rinunci a fughe in avanti
Per questo Cisl Funzione pubblica, Fp Cgil, Uil Pa e Fialp Cisal hanno nuovamente chiesto che il tema sia discusso ad un tavolo di confronto presso il Dipartimento della Funzione Pubblica: “E’ arrivato il momento – ribadiscono con determinazione – di fare definitiva chiarezza sia sul numero dei posti che potranno essere coperti in forza dei processi di mobilità che interesseranno i lavoratori della Croce Rossa Italiana, sia sulle difficoltà applicative che le disposizioni della legge di stabilità 2016 al tema dedicate stanno facendo registrare in molte realtà regionali. Fino a quel momento l’Ente eviti fughe in avanti. Riconsideri la decisione di procedere a dichiarazioni di eccedenza ‘al buio”‘e sospenda l’avviata procedura interna volta ad individuare le poche unità di personale che saranno chiamate a svolgere le attività propedeutiche alla gestione liquidatoria dell’Ente”.