
RIDURRE I REQUISITI DI RESIDENZA
Sempre a proposito del bonus bebè un altro problema sollevato dalla Cisl è quello del requisito della residenza di 5 anni in Lombardia: “È evidente che questa limitazione – ha aggiunto la sindacalista – in una complessiva situazione di difficoltà rischia di escludere famiglie che hanno scelto di trasferirsi da regioni e nazioni diverse per vivere e risiedere in Lombardia, o che decidono di ricongiungersi per esigenze di lavoro o per dare stabilità alle loro scelte di coppia”
RACCORDARE I PROVVEDIMENTI
Per la Cisl il bonus andrebbe inoltre raccordato con le misure previste dal fondo Nasko e Cresko – che occorre rifinanziare per il 2016 – con il bonus bebè nazionale e l’assegno di maternità statale o comunale, con l’obiettivo di coordinare le politiche di sostegno alla famiglia, in funzione dell’evoluzione delle esigenze dei suoi componenti nell’arco del tempo.
PUNTARE SU POLITICHE PER LA CONCILIAZIONE
“Considerando il complesso di interventi di sostegno alla natalità – ha concluso Paola Gilardoni – crediamo sia necessario meglio sostenere con risorse economiche e con servizi le esigenze della famiglia nel percorso di cura dei figli, anche dopo il terzo anno di vita. In tale ottica le politiche di conciliazione rappresentano uno strumento di particolare valore”.