I Centri commerciali e la legge della giungla. Nel bresciano crescono le preoccupazioni
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I Centri commerciali e la legge della giungla. Nel bresciano crescono le preoccupazioni

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Pubblicato il 20 Gennaio 2016

verola centerL’unica regola sembra essere quella che i più forti mangino i più deboli. Solo che in mezzo ci sono i dipendenti”. Non servono molte parole al segretario provinciale della Fisascat Cisl, Alberto Pluda, per fotografare la grande crisi dei centri commerciali nel bresciano.

 

 

CHIUSURE E DIFFICOLTÀ
Intervistato dal Giornale di Brescia che oggi dedica alla questione una doppia pagina elencando chiusure (il Brico e il Ristò di Roncadelle, il negozio Media World di via Mantova a Brescia, la Bennet tra Manerbio-Verolanuova-Pontevico, il Carrefour di Orzinuovi) e serie difficoltà (Auchan), Pluda ragiona non solo sulle ragioni oggettive ma anche sulle responsabilità che sono a monte della crisi: “In generale tutte le aziende della grande distribuzione hanno subìto una contrazione del fatturato. Sono inoltre aumentati i costi dell’energia e si è continuato a inaugurare nuovi centri: i Comuni hanno concesso licenze perché ingolositi dagli oneri di urbanizzazione”.

UN SISTEMA SENZA VISIONE
Il futuro non si prospetta migliore. La crisi della grande distribuzione è anche una grande guerra senza esclusione di colpi, perché la politica dei cento campanili non sa guardare che all’immediato rinunciando ad una visione d’insieme, la sola che potrebbe riportare a ragione un sistema oggi regolato unicamente dalla legge della giungla.