
L’intesa, siglata dalla PWC e da Fisascat Cisl, introduce per tutto il 2016 modalità alternative di svolgimento della prestazione lavorativa, anche al di fuori dei locali aziendali.
I termini dell’accordo riprendono quelli collaudati per il personale della sola sede di Milano in occasione di Expo 2015. Il personale che aderirà volontariamente al programma di smart work potrà svolgere il 50% del normale orario di lavoro al di fuori dei locali societari avvalendosi delle tecnologie informatiche.
Prerogativa dell’intesa è la conservazione dei diritti contrattuali, compresa l’erogazione del buono pasto. Sia il lavoratore che l’azienda potranno recedere dal programma di smart work con un minimo di preavviso.
*Lo smart working indica più un modo di concepire il lavoro che un lavoro in sé. La traduzione italiana è “lavoro agile” e indica non tanto il telelavoro, ossia un’occupazione di tipo telematico che si svolge in libera professione, ma è soprattutto un nuovo modo di produrre per i lavoratori dipendenti, svincolando la produttività da un luogo fisico fisso e da orari prestabiliti.