
Nel nuovo accordo – grazie al quale anche 77 lavoratori del Banco di Brescia e 7 della Banca di Valle Camonica vedono accolta la loro domanda di esodo volontario – a fronte delle 339 uscite sono previsti nuovi inserimenti e stabilizzazione di lavoratori precari per almeno 130 posizioni lavorative; in prospettiva, in presenza di eventuali ulteriori uscite (fino a 70 nel gruppo), Ubi Banca si è impegnata all’assunzione di un numero ulteriore di giovani, fino ad un massimo di 30 unità.
“A ogni uscita corrisponde la perdita di un patrimonio umano e professionale difficilmente sostituibile” scrivono le organizzazioni sindacali in un comunicato, spiegando che i criteri guida sono quelli di un “bilanciamento tra le necessità di contenimento del costo del lavoro, la creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani, le aspettative di chi vuole esodare e le necessità organizzative concrete di chi resta”.
“Questo accordo, in continuità con quelli precedenti, individua soluzioni negoziali che fanno scuola nel settore – si legge ancora nella nota sindacale – come il diritto assoluto di precedenza per i lavoratori con gravi problemi di salute, che garantisce l’accoglimento della domanda di prepensionamento, dà risposte certe e concrete a situazioni di difficoltà”.
“Ora ci aspettiamo chiarezza per il futuro – concludo le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori – perché le continue e discordanti notizie circa prossime possibili integrazioni o operazioni societarie alimentano incertezza e preoccupazione”.