Firmato l’accordo interconfederale sulla rappresentanza tra Confcommercio e Cgil Cisl Uil. L’accordo riprende le indicazioni dell’intesa tra sindacati e Confindustria del gennaio del 2014, ma prevede delle specifiche relative al sistema del terziario.
CONTENUTI SPECIFICI
In particolare, è previsto che la rappresentatività di ciascuna organizzazione sia determinata, oltre che dal numero delle tessere sindacali e dai risultati delle elezioni delle Rsu, anche da altri due indicatori: dalle vertenze individuali, plurime e collettive di lavoro del precedente triennio (accordi per cassa integrazione, anche in deroga, mobilità, contratti di solidarietà, conciliazioni) e dalle pratiche di disoccupazione certificabili dall’Inps. Questo perché la frammentazione della categoria del commercio comporta la necessità di utilizzare un sistema più differenziato di quanto non sia stato necessario per l’industria.
I DUE MESSAGGI DELL’ACCORDO
“L’accordo – ha affermato il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – ha l’obiettivo di garantire più ampie certezze sulla valenza dei contratti stessi. Ma va letto oltre i confini dei suoi contenuti perché sta anche a significare che le parti sociali sono vive e attive e lo sono ancora di più in un tempo in cui la cultura della disintermediazione tende a sminuire il loro valore, sino ad arrivare ad ipotizzare un salario minimo legale”. Questo, ha proseguito il presidente di Confcommercio, “è secondo noi un errore da evitare e che potrebbe costare molto caro al Paese, spazzando via anni di contrattazione”.
L’AUTONOMIA DELLE PARTI SOCIALI
Anche la Cisl assegna grande importanza a questo accordo. “E’ l’ennesima risposta che le parti sociali danno al Governo rispetto all’ipotesi di una legge sulla rappresentanza – ha detto Giovanna Ventura, segretario organizzativo della Cisl – che non potrebbe mai raccogliere tutte le specificità che esistono nel mondo del lavoro. Ancora una volta affermiamo la capacità delle parti sociali di stabilire, in autonomia, le regole e definire il riconoscimento reciproco”.