
Un sindacato inclusivo e che allarga la rappresentanza “è quello che mette al centro i giovani, le donne, gli immigrati, i precari, ed agisce per creare le condizioni di un futuro migliore a partire dai più deboli”.
L’obiettivo del percorso avviato con la conferenza organizzativa, che proseguirà nel Consiglio generale e poi nel Congresso, è di fissare negli organismi sindacali delle quote riservate ai giovani, alle donne, agli immigrati. “Andiamo avanti con grande determinazione – ha dichiarato il segretario generale della Cisl – abbiamo avuto dei mandati precisi che aiuteranno ad ogni livello la Cisl su questo sentiero, da percorrere con coscienza, responsabilità e anche gioia”.
“Nel nostro gruppo dirigente abbiamo un buco generazionale dai 30 ai 45 anni che dobbiamo assolutamente recuperare. Non possiamo saltare una generazione. Non abbiamo moltissimo tempo e dobbiamo partire già oggi. Vogliamo che i giovani siano protagonisti delle scelte strategiche della Cisl”.
“Il sindacalista della Cisl deve mettere al centro della sua azione il cuore: significa accogliere chi ha bisogno con un sorriso e molta disponibilità, senza tralasciare la professionalità. Vogliamo creare un sentimento di dialogo, di reciprocità, di speranza”.