Bene i dati sul lavoro stabile, ma allarme sull’abuso dei voucher
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Bene i dati sul lavoro stabile, ma allarme sull’abuso dei voucher

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Pubblicato il 11 Novembre 2015

L’Osservatorio Inps sul precariato segnala oltre 340.000 nuove assunzioni a tempo indeterminato nel settore privato rispetto allo stesso periodo del 2014, con una crescita del 34,4%. Benché una buona parte di queste si riferiscano a trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti di lavoro a termine – si legge in una nota della Cisl nazionale – si tratta senz’altro di un dato positivo che porta la quota di assunzioni con rapporti stabili sul totale dei rapporti di lavoro attivati dal 32% dei primi nove mesi del 2014 al 38,1% dello stesso periodo del 2015.

IL MIX POSITIVO TRA NORME E RIPRESA
Anche il saldo tra assunzioni e cessazioni è fortemente positivo. E’ chiaro che gli sgravi contributivi introdotti dalla Legge di stabilità 2015, insieme alle misure di contrasto al falso lavoro autonomo contenute nel Jobs Act, stanno accompagnando le aziende nel cogliere i primi segnali di ripresa, dando risultati positivi sia in termini di un effetto di sostituzione tra lavoro precario e lavoro stabile, sia in termini di ripresa dell’occupazione.

VOUCHER LAVORO USATI PER FARE DUMPING
Ma il rovescio della medaglia è costituito dall’impressionante aumento del ricorso ai voucher per pagare le prestazioni di lavoro. C’è un uso strumentale dei voucher che va ben oltre l’obiettivo dichiarato di contrasto al lavoro nero che li dovrebbe contraddistinguere. Da giugno 2015 – conclude la nota della Cisl – sono in vigore nuove norme che impongono al datore di lavoro la comunicazione finalizzata alla tracciabilità del voucher. I dati dimostrano che questo probabilmente non basta: servono dei correttivi per evitare che i voucher lavoro si trasformino addirittura in forme di dumping.